PROGETTO “ORIMED-Valle del Tevere”(Progetto per il protagonismo giovanile, L’ORIentamento, la MEDiazione) Azione 1 – Rete Territoriale (603640) (ATS) “ORIMED-Valle del Tevere”(Progetto per il protagonismo giovanile, L’ORIentamento, la MEDiazione) Azione 2 –Sperimentazione modelli innovativi (603641) (ATS) “ORIMED-Valle del Tevere”(Progetto per il protagonismo giovanile, L’ORIentamento, la MEDiazione) Azione 3 – Sperimentazione modelli di sostegno (603642) (ATS) “ORIMED-Valle del Tevere”(Progetto per il protagonismo giovanile, L’ORIentamento, la MEDiazione) Azione 4 – Sostegno inserimento disabili (603643) (ATS) “ORIMED-Valle del Tevere”(Progetto per il protagonismo giovanile, L’ORIentamento, la MEDiazione) Azione 5 – Indagine Territoriale (603644) (ATS) “ ORIMED-Valle del Tevere”(Progetto per il protagonismo giovanile, L’ORIentamento, la MEDiazione) Azione 6 – Comunicazione (603645) (ATS)
ENTE FINANZIATORE PROVINCIA DI ROMA, cofinanziato FSE
ALTRI ENTI COINVOLTI IIS VIA FLAMINIA 14, MORLUPO
Periodo di svolgimento Azione 1 13/08/2007-31/07/2008 Azione 2 14/08/2007-15/07/2008 Azione 3 14/08/2007-10/08/2008 Azione 4 14/08/2007-31/08/2008 Azione 5 14/08/2007-08/03/2008 Azione 6 13/08/2007-31/07/2008
Descrizione Progetto Azioni rivolte agli attori territoriali In primo luogo, appare necessario creare le pre-condizioni per incidere efficacemente sul contesto territoriale, in una prospettiva di medio-lungo termine. Appare indispensabile, da questo punto di vista, sviluppare la capacità degli attori territoriali di agire in un’ottica di rete. La condivisione dei linguaggi e delle esperienze operative appare il primo, necessario momento di un percorso, teso a sviluppare la capacità dei diversi attori della formazione, dell’orientamento, del lavoro, dei servizi sociali di “fare sistema”. Nello sviluppo di tale capacità che trova una sua espressione operativa nella creazione di “spazi partecipati di pensiero e di progettazione”, si basa la possibilità della costruzione di un sistema educativo allargato a livello territoriale. Azioni rivolte agli adolescenti L’inerzia sembra essere una delle caratteristiche del contesto che espone i giovani ai rischio di apatia, disorientamento e disagio. In questo caso, ci pare necessario pensare ad azioni di contrasto che si muovano non tanto in un’ottica preventiva quanto di tipo partecipativo, ossia che utilizzino in senso creativo non solo le normali difficoltà dell’adolescenza, ma anche le sue risorse e potenzialità. Per tale motivo le politiche d’intervento devono integrarsi con i giovani e cercare di trovare dei modelli nuovi e coinvolgenti, all’interno dei quali i ragazzi stessi possano essere utilizzati quale risorsa; è questo il caso degli interventi di orientamento previsti, che intendono sperimentare forme di “orientamento tra pari” il cui punto di forza risiede nella condivisione dei linguaggi e dei contesti esperienziali. Allo stesso tempo, anche il ruolo della formazione deve essere riconsiderato poiché, oltre a creare il legame tra la scuola ed il mondo del lavoro, essa possa accrescere la volontà dei giovani di attivarsi per favorire lo sviluppo locale. Azioni rivolte ai minori di origine immigrata e alle loro famiglie Quanto sia importante il ruolo della scuola nei processi di integrazione e di inserimento lavorativo e sociale legati all’immigrazione, in special modo per quanto riguarda le seconde generazioni, è dimostrato dall’interesse che la tematica riscuote in altri Paesi di più antica esperienza di accoglienza. Le esigenze “inedite” dalle quali i servizi formativi vengono progressivamente sollecitati sono tanto più presenti e tanto più complesse quanto più si verifica la stabilizzazione della popolazione immigrata. Tale dinamica si traduce nella presenza di allievi immigrati anche nei livelli di istruzione superiore; ad esempio, con riferimento al territorio del progetto, va segnalato che essi costituiscono attualmente all’incirca il 5% della popolazione scolastica del Liceo Scientifico di Morlupo, ossia di una tipologia scolastica fino a qualche tempo fa solo marginalmente interessata dalla presenza di adolescenti di origine immigrata. Un modello di integrazione che promuove un progetto dialettico tra sistemi valoriali diversi, può prevenire situazioni di marginalità, di discriminazione e di esclusione che minacciano l’equilibrio e la coesione sociale di una società multiculturale. La mediazione culturale rappresenta una funzione utile e necessaria per agevolare il processo di integrazione degli immigrati e di mutamento interculturale della società di accoglienza, soprattutto laddove l’interazione fra gli attori sociali non avviene spontaneamente perché la distanza culturale o linguistica non lo consente. Il progetto intende sperimentare azioni coerenti con le specificità rilevate a livello territoriale. In sintesi,l’analisi prima effettuata ci permette di individuare due caratteristiche del territorio, rappresentative delle criticità rilevabili nelle aree immediatamente a ridosso della Città: 1) una certa inerzia, che determina un ritardo di sviluppo e la scarsa presenza di opportunità per i giovani. Tale situazione si riflette anche in una limitata offerta territoriale formativa e di orientamento, nonché nella difficoltà delle istituzioni a” fare sistema” 2) tale contesto si riflette negativamente, oltre che sui processi di sviluppo locale, anche in una mancata valorizzazione dei percorsi formativi e delle potenzialità presenti nel mondo giovanile: ci riferiamo a quel particolare fenomeno, che abbiamo prima definito la “dispersione delle competenze e dei talenti” 3) la crescente presenza di minori di origine immigrata – Nell’area territoriale prescelta si segnala una crescita esponenziale della presenza di minori di origine immigrata ossia di una utenza particolarmente esposta all’insuccesso scolastico/formativo Le suddette caratteristiche consentono di individuare alcuni obiettivi prioritari: 1) Innanzitutto, appare necessario sviluppare sul territorio una offerta integrata di servizi di orientamento e formazione, tale da creare un sistema educativo integrato in grado di rispondere adeguatamente ai bisogni specifici dell’utenza giovanile e alle necessità di sviluppo locale. 2) Per realizzare tale obiettivo, nel breve periodo va sviluppata e rafforzata l’integrazione tra i sistemi dell’istruzione, della formazione professionale, del lavoro, dell’orientamento e dei servizi sociali. La formazione integrata degli operatori dei diversi sistemi, oltre a rappresentare una risorsa per l’acquisizione di una comune ‘cultura’ preventiva, è anche operazione propedeutica alla progettazione partecipata di percorsi integrati di orientamento e formazione. 3) Un obiettivo che ci sembra strategico, in un’ottica di sviluppo locale, va necessariamente individuato nella valorizzazione del protagonismo del mondo giovanile e nella attivazione delle risorse in esso presenti. A tal fine, essi vanno coinvolti attivamente, accanto agli attori istituzionali, nella costruzione di un sistema educativo territoriale integrato; all’interno di tale sistema, va valorizzata, in particolare, la funzione che i giovani possono assumere nei processi di comunicazione e sensibilizzazione. 4) L’incremento esponenziale della presenza dei minori di origine immigrata all’interno del sistema scolastico e formativo, rappresenta un fenomeno rispetto al quale la provincia di Roma si colloca al di sopra della media nazionale. Pertanto, un ulteriore obiettivo del nostro progetto riguarda la realizzazione, in un’area territoriale particolarmente significativo per quanto riguarda la presenza dei minori immigrati (superiore a quella registrata nell’intera provincia), di un’azione-pilota per favorire l’integrazione scolastico/formativo di una utenza particolarmente esposta all’insuccesso e all’abbandono. Attraverso tale azione-pilota, si intende sostenere la diffusione della mediazione quale strategia tesa a facilitare il reciproco riconoscimento tra istituzioni scolastico/formative ed utenza di origine immigrata, condizione indispensabile per garantire le pari opportunità nei percorsi scolastici e formativi e per prevenire fenomeni di marginalizzazione ed insuccesso dei minori immigrati. In aggiunta a tale azione, la formazione integrata degli operatori – rivolta in questo caso non solo agli operatori dell’istruzione/formazione e dell’orientamento, ma anche agli attori del sociale, del terzo settore e dell’associazionismo - rappresenta lo strumento per creare condivisione di saperi e di prassi operative, al fine di sviluppare una cultura di accoglienza delle diversità. L’efficacia degli interventi preventivi e curativi, è collegata alla capacità degli interventi stessi di rappresentare una risposta concreta alle caratteristiche che i fenomeni legati all’insuccesso e alla dispersione scolastico assumono sul territorio. Da questo punto di vista, la rilevazione di tali caratteristiche appare necessaria operazione propedeutica, direttamente connessa alla programmazione degli interventi.. Ciò consente di individuare un ulteriore obiettivo, di carattere conoscitivo: l’approfon-dimento delle variabili individuali e socio-ambientali legate al fenomeno, attraverso la realizzazione di una specifica azione di ricerca.
Utenti coinvolti 300